I miei Sketchnotes dello streaming di SciPar 2015

Ciao a tutti, torno a scrivere per farvi un breve resoconto dell’interessante evento che ho avuto il piacere di sketchare in diretta streaming questi venerdì e sabato. Si tratta del Convegno “Per una Scienza Partecipata” (http://www.scicomm.it/p/blog-page_1.html), organizzato come ogni anno dal comitato del Master in Comunicazione della Scienza dell’Università di Padova.

Il tema degli interventi di quest’anno è stato la comunicazione della ricerca al pubblico. Ciascun intervento ha cercato di gettare luce su diversi aspetti importanti del rapporto da creare tra scienziati e non addetti ai lavori. Assistendo all’evento dal mio PC, ho cercato da casa di ritrarre in forma visuale i concetti chiave espressi da ogni speaker. Ve ne faccio un breve resoconto accompagnato dai relativi sketchnotes.


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Cristina Rigutto, laureata in Economia ma da una vita impegnata nell’insegnamento della Comunicazione (soprattutto scientifica), ci ha portato in giro per il suo “museo” del public speaking per la comunicazione della ricerca. Il suo contributo, diviso in due interventi tra venerdì e sabato, ha infatti esplorato dalla A alla Z tutte le aree necessarie al parlare di scienza davanti ad un audience: la “sala 1” delle aspettative del pubblico sul relatore e sull’argomento, e di come usarle come guida per la nostra comunicazione; la “sala 2” della progettazione di ogni aspetto dell’intervento e della presentazione, sottolineando l’importanza di un buon titolo e dell’abstract come elevator pitch; la “sala 3” dedicata all’utilizzo appropriato degli elementi visuali (immagini, grafici, colore); la “sala 4” della tecnologia e delle insidie a cui bisogna essere pronti prima di fare la presentazione.


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Tiziano Cornegliani, medical writer ed autore, insieme a Cristina, del Manuale di redazione medico-scientifica, ha concluso la prima giornata parlandoci proprio di editoria scientifica, un difficile campo che tuttavia attira ancora tanti desiderosi di dedicarsi a tutto tondo alla Comunicazione Scientifica in forma scritta. Chi sono i protagonisti coinvolti, chi le diverse figure che ci lavorano e le differenze tra i vari ruoli e come fare per intraprendere questa carriera, passando per utili strategie di auto-valutazione e di indirizzamento verso il ruolo professionale all’interno dell’editoria più consono alle nostre attitudini e capacità.


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Dopo la parte II del contributo di Cristina, nel secondo intervento della giornata di sabato Chiara di Benedetto, specialista della comunicazione per lo sviluppo di progetti in ambito scientifico e culturale, è partita da un “Buzz Group“, ovvero una discussione stimolata tra il pubblico a seguito delle sue domande, per introdurci una scaletta generale da seguire per la presentazione di un progetto. Chiara ci ha così raccontato di come affrontare questa che è ormai una competenza trasversale, fondamentale anche per chi deve ideare e presentare progetti di ricerca, tra errori da evitare, miti da sfatare e consigli sulla scrittura.


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Antonella de Robbio, bibliotecaria dell’Ateneo ed esperta di proprietà intellettuale, ci ha poi fatto una dettagliata fotografia del sistema delle pubblicazioni scientifiche Open Access, una strategia che va via via affermandosi tra i ricercatori che non accettano di perdere i diritti delle loro pubblicazioni una volta passate in mano ai grandi gruppi editoriali, mostrandocene i vantaggi e le tendenze che sta contribuendo a diffondere, ma anche i pericoli che questo sistema può nascondere, come la cosiddetta “via nera”, che può celare vere e proprie frodi.


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Le due giornate si sono concluse con l’intervento di Silvia Bencivelli, che da giornalista scientifica di grande esperienza, nella stampa ma anche in radio, ci ha raccontato “da interna”, attraverso due simulazioni di intervista svolte con un post-doc (a proposito di una pubblicazione con argomento Plutone) ed una astronoma dell’Università (a proposito del progetto spaziale Gaia), quale è il suo modo di rapportarsi agli specialisti quando deve rendere notizia una pubblicazione scientifica. Silvia ha poi proseguito fornendo consigli ed indicazioni ai ricercatori ed agli scienziati stessi per comunicare al meglio anche tramite la radio e la TV.


Ringrazio tutti coloro che sono intervenuti al convegno, che ha aperto una prospettiva a tutto tondo sulla comunicazione della scienza al pubblico. Spero di poterlo seguire dal vivo nella sua prossima edizione; per tutti quelli che come me non fossero presenti, vi indirizzo all’hashtag di Twitter #Scipar e nuovamente alla pagina web dell’evento, dove saranno presto disponibili tutti i materiali.

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